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Elezioni europee : Appello IT Only

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Il Mediterraneo è la culla delle civiltà di tutta l'Europa e, quando difendiamo il concetto di due parti separate e opposte, semplicemente ignoriamo, a nostro rischio e pericolo, la sua storia millenaria. Il Mediterraneo ha dato vita a lingue, religioni, sistemi filosofici e discipline scientifiche che hanno contribuito alla crescita delle  diverse civiltà sviluppatesi nella regione nel corso della sua storia. Ha rappresentato lo spazio privilegiato in cui le culture dei popoli del Vicino Oriente, del Nord Africa e del Sud Europa poterono entrare in contatto, mescolarsi e amalgamarsi. È stato la culla delle prime società urbane d'Oriente, della civiltà greco-romana, di quelle giudeo-cristiana e musulmana, di periodi illuminanti come il Rinascimento. Il contesto dove città cosmopolite come Alessandria, Tangeri, Venezia, Costantinopoli/Istanbul, Salonicco e Dubrovnik sono nate. Da millenni il Mediterraneo è crocevia in cui persone, animali, merci, navi, idee, religioni, stili di vita e persino piante, si fondono e si arricchiscono.

 

Rinnovare la cittadinanza per salvare l'Europa

Oggi molte forze politiche sono impegnate a "salvare" il progetto europeo dal nazionalismo, dalle narrative identitarie, dai regimi illiberali che negano i grandi progressi compiuti nel continente europeo in termini di riconoscimento dei diritti, delle libertà e delle responsabilità democratiche.

Tuttavia, "salvare" l'Europa senza abbracciare il Mediterraneo è una causa persa. L'Europa non può essere rigenerata chiudendo i suoi confini geografici e culturali: sarebbe la fine del progetto di integrazione europea.

I diritti non possono essere il privilegio di alcune nazioni a scapito di altre, in particolare di quelle vicine. La differenziazione dei regimi di cittadinanza nel Mediterraneo - con molteplici status e forme di appartenenza, nonché diritti, doveri e responsabilità a volte vacillanti -  può essere superata solo con una cittadinanza transnazionale, ispirata allo spirito mediterraneo basato sulla diversità, sullo scambio e sull’ospitalità, dove né l'eurocentrismo, né l'autoritarismo possano generare discriminazioni individuali o sociali basate su nazionalità, religione, genere o classe sociale.

 

Destino comune e opportunità straordinarie

L'Europa può essere rigenerata solo se offre un destino comune al Mediterraneo. È  il nostro appello ai cittadini europei alla vigilia delle elezioni europee.

L'Europa potrà continuare ad essere un faro di umanesimo se sarà capace di incarnare, in modo empatico, i valori positivi ereditati nel crocevia del Mediterraneo. E per prevenire la propria disintegrazione deve portare a termine il processo di integrazione nei confronti di questa regione.

Chiediamo quindi alle forze politiche che partecipano alle elezioni parlamentari europee del 2019 di sostenere una nuova iniziativa per l'integrazione tra il continente europeo e lo spazio mediterraneo.

Uno spazio in cui vive una comunità di circa mezzo miliardo di persone con un patrimonio culturale unico;  casa di oltre trenta lingue; paesaggi mozzafiato e una straordinaria biodiversità, seconda solo a quella delle foreste pluviali; una cultura rurale e alimentare globalmente riconosciuta; straordinarie fonti di energia e, infine, un fantastico potenziale umano in scienze, cultura, sviluppo economico, spiritualità, lavoro e creatività.

 

Un'iniziativa di dialogo su scala regionale e un processo costituzionale di ampia portata

Serve una visione chiara e unitaria per l'Europa e il Mediterraneo, che si traduca in un'iniziativa di dialogo regionale e, con il coinvolgimento dei cittadini e delle comunità delle due rive, in un processo costituzionale di vasta portata.

Se l'Europa guarda solo a sé stessa, non può trovare soluzione alle sfide che ha davanti a sé: né in termini di ripensamento del suo modello di sviluppo, di eque politiche di migrazione, di arresto del degrado ambientale, di generazione di opportunità di lavoro e benessere, di consolidamento degli spazi democratici; e neppure nel contrasto al terrorismo e ai nazionalismi basati sull'odio.

Settantacinque anni fa, quando ancora infuriava la Seconda Guerra mondiale, un gruppo di intellettuali e militanti antifascisti, internati sull'isola di Ventotene, scrisse il Manifesto per una "Europa libera e unita". Quel Manifesto lanciò la visione dell'integrazione europea come motore di pace e prosperità in un momento in cui nessuno ci avrebbe scommesso.

Oggi possiamo dire di vivere una nuova forma di guerra globale, tra culture e identità religiose le une contro le altre; in cui le lotte per la libertà e la giustizia vengono frustrate in nome della stabilità, della crescita e dell'interesse nazionale; dove molte famiglie sono spinte a fuggire dalla disperazione; e dove cresce il conflitto tra esseri umani e la natura.

Il fronte più caldo di questa guerra attraversa il Mediterraneo. Da qui il nostro appello, consapevoli del momento che viviamo, per un "Mediterraneo libero e unito da un destino comune all'Europa".

 

Elezioni europee 2019: l'occasione giusta per abbracciare il Mediterraneo

Quando le due sponde finalmente si incontreranno e si abbracceranno, siamo convinti che le loro istituzioni, risorse, intelligenze e potenziale umano forniranno le soluzioni per salvare l'Europa dalla tentazione della disintegrazione, e i Paesi mediterranei vicini dai pericoli dell'autoritarismo e del caos.

È il programma che vorremmo nelle agende delle forze politiche di queste elezioni europee del 2019. È l'eredità che l'Europa e il Mediterraneo possono insieme pretendere, affinché, ancora una volta, tornino ad essere un faro di umanesimo, ospitalità e progresso.

 

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