Nell’estate 2018 un gruppo di membri dell’organizzazione transmediterranea “Maydan” ha trascorso un lungo periodo operativo a Camini, nell’area della Locride calabrese, animando un folto calendario di attività culturali in collaborazione con la comunità locale.

Il piccolo comune calabrese è rinato negli ultimi due anni soprattutto grazie a una gestione condivisa attraverso moderne forme di partenariato pubblico-privato anche grazie all’implementazione oculata e integrata di un progetto SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) “ordinario” (secondo la definizione istituzionale), ma dalla valenza straordinaria tanto da aver fermato l’emorragia di abitanti che aveva prima causato lo spopolamento, poi rasentato la scomparsa. Oggi il borgo, sia nella componente classificata come “area interna”, sia in quella marina, sta rinascendo ed è popolato da cittadini di tutte le età e decine di paesi e lingue di origine tanto da arricchire ulteriormente le potenzialità di una piccola, ma globale, cittadina già al centro dell’interesse mediatico internazionale.

La prima iniziativa dell’associazione “Maydan” sul territorio del Comune di Camini è stata la co-organizzazione della Giornata Internazionale della Gioventù che si celebra ogni anno il 12 agosto in tutto il mondo, dopo essere stata istituita nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la Risoluzione A/RES/54/120 in onore delle nuove generazioni da sostenere e valorizzare quali agenti responsabili dello sviluppo globale.

L’edizione 2018 di questa celebrazione internazionale è stata dedicata in tutto il mondo al tema “Safe Spaces for Youth – IYD 2018” con il chiaro obiettivo di discutere circa la creazione, a livello globale, di spazi in cui i giovani possano sentirsi sempre più sicuri e liberi di esprimere la propria identità e di partecipare attivamente alla vita comunitaria.

In tale contesto, già lo scorso anno a Camini era stata celebrata tale ricorrenza internazionale intorno al tema “Youth Building Peace – Giovani costruttori di pace” proposto per il 2017 sempre dalle Nazioni Unite. Nel 2018 l’associazione “Maydan” ha contribuito in maniera decisiva all’organizzazione, curata già da alcuni membri l’anno precedente, della celebrazione a livello locale che è stata la principale in tutta Italia, come riscontrato dai dati dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Il tema proposto è stato declinato intorno alle specificità del lavoro della comunità locale valorizzato in cooperazione con le organizzazioni operanti in sinergia su diversi livelli di partecipazione giovanile. Le generazioni di emigranti da e verso tutte le direzioni, in particolare l’area Mediterranea, tali da garantire e rafforzare ulteriormente le connessioni concrete tra Camini e il resto del mondo sono state attivamente coinvolte in maniera tale da caratterizzare ancora di più tale occasione quale momento di crescita e sviluppo condiviso di una comunità che ringiovanisce soprattutto grazie alla presenza e alla cooperazione di una forte comunità di origine siriana.

In tale contesto è stato proposto reading multilingue intorno al lavoro del “Manifesto per la Cittadinanza Mediterranea” e, per concludere, un buffet mediterraneo in collaborazione con la comunità locale e con numerose organizzazioni locali, regionali, nazionali e internazionali oltre al patrocinio del Comune di Camini e alla presenza del Sindaco, dell’Assessore alla Cultura Nicola Papandrea e delle istituzioni locali.

 

Nel corso dei laboratori organizzati nell’ambito della manifestazione, alla quale hanno partecipato più di duecento persone, giovani e giovanissimi hanno avuto l’opportunità di proporre idee e progetti concreti grazie alle attività di co-creazione finalizzate alla ricostruzione della città e di presentare i lavori prodotti intorno al tema della “Città ideale a misura di giovani: Camini del futuro” a una giuria di esperti (tra i quali la Co-presidentessa e la Segretaria Generale di “Maydan”), al Sindaco Arch. Giuseppe Alfarano e all’Assessore alla Cultura che hanno organizzato a conclusione del laboratorio una visita guidata all’interno del palazzo comunale.

 

Tra le attività di esplorazione della città e degli spazi di sicurezza, particolarmente rilevante e apprezzata dal pubblico accorso da numerose città e da altri paesi, si menzionano le visite in modalità “Porte Aperte” ai luoghi del progetto SPRAR di Camini e ai laboratori artigianali in fase di ricostruzione.

 

 

 

Oltre ai laboratori partecipativi sull’autocostruzione sociale e sulle città resilienti e inclusive, i giovani partecipanti sono stati coinvolti nei momenti specifici di approfondimento sulla mobilità transnazionale, a partire dai partenariati con i paesi del Mediterraneo meridionale inclusi nel programma “Erasmus Plus per l’Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport per il periodo 2014-2020” come regione 3 (nella quale sono comprese tutte le organizzazioni con sedi in: Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Siria, Tunisia) fino al Servizio europeo di solidarietà e volontariato, la nuova iniziativa dell’Unione europea che offre ai giovani opportunità di lavoro o di volontariato, nel proprio paese o all’estero, nell’ambito di progetti destinati ad aiutare comunità o popolazioni che versano in situazioni di necessità. Nel corso della giornata la cittadinanza ha avuto, inoltre, l’opportunità di firmare l’Iniziativa dei Cittadini Europei “Welcoming Europe” per un’Europa che accoglie grazie alla collaborazione con membri del comitato promotore europeo.

 

Nei giorni immediatamente successivi alla “Giornata Internazionale della Gioventù” sono state svolte attività di studio sul campo e supporto a gruppi di tesisti e ricercatori provenienti da diverse facoltà di atenei e istituzioni di livello universitario internazionali, tra cui l’Università Iuav (ex Istituto Universitario di Architettura di Venezia) di Venezia, l’Università degli Studi di Bologna, l’Università degli Studi di Firenze e l’Università di Loughborough, nel Regno Unito, in particolare per la dimensione mediterranea del ripopolamento e dell’integrazione di comunità in un contesto in precedenza monopolizzato dalla criminalità organizzata.

 

È stata, inoltre, avviata un’intesa di collaborazione con la sede italiana di Amnesty International in occasione del campo di volontariato sui diritti umani organizzato per la prima volta a Camini e a Riace dal 2 al 9 agosto 2018 focalizzato sulla narrativa sull’accoglienza e sull’analisi degli stereotipi che la caratterizzano attraverso l’esperienza diretta di progetti e pratiche di interazione e di inclusione sociale.

 

Sempre restando in zona, all’inizio del mese di agosto abbiamo partecipato all’ottava edizione di “Riace in Festival – Festival delle Migrazioni e delle Culture locali”, in particolare agli incontri con gli avvocati dell’Associazione degli Studi Giuridici per l’Immigrazione (ASGI) Gianfranco Schiavone e Lorenzo Trucco, e alla presentazione del libro “Utopía de la normalidad. Riace, el modelo de acogida de Domenico Lucano” di Tiziana Barillà (Icaria editorial, 2018) che ha visto la presenza della Sindaca di Barcellona Ada Colau, del Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, e dello stesso Domenico Lucano, Sindaco di Riace, cittadina simbolo dell’accoglienza nel Mediterraneo e in tutto il mondo, tanto da essere stato inserito dalla rivista statunitense «Fortune» tra le cinquanta personalità più influenti del mondo. Nelle stesse giornate abbiamo, inoltre, avuto l’opportunità di consegnare una copia del Manifesto per la Cittadinanza Mediterranea” alla Sindaca Ada Colau e di avviare una discussione sulle strategie per la costruzione di uno spazio di cittadinanza che unisca in maniera sempre più concreta le sponde del Mediterraneo grazie al quale uscire dalle logiche emergenziali.

Domenica 19 agosto 2018 è stato co-organizzato e moderato l’incontro “La Siria vista da qui: tra memoria e sogno con la presentazione del libro di Enzo Infantino e Tania Paolino “Kajin e la tenda sotto la luna. Storie di rifugiati siriani in territorio greco” (Luigi Pellegrini Editore, 2018) alla presenza degli autori. Il libro – i cui proventi sono interamente devoluti alla ricostruzione di una scuola per l’infanzia ad Afrin in Siria – scelto per la presentazione si basa sull’esperienza che il volontario internazionale Enzo Infantino ha maturato nei campi profughi greci, dove più volte ha portato il suo sostegno alle migliaia di rifugiati, che per mesi hanno sostato forzatamente a Idomeni e negli altri insediamenti governativi, agendo attraverso una rete solidale tra la Calabria e la Grecia che si è contestualmente costituita ed è tutt’oggi operativa.

 

Data la presenza di una nutrita comunità siriana sul territorio del Comune di Camini, la presentazione del libro “Kajin e la tenda sotto la luna. Storie di rifugiati siriani in territorio greco” ha rappresentato anche una preziosa occasione per sperimentare la formula di “Junior Debate”, costituita dalla conduzione del dibattito e dalla formulazione di domande da parte di giovani e giovanissimi residenti bilingue di origine migrante, provenienti in questo caso proprio dalle zone nelle quali è ambientata l’opera, dopo aver affrontato uno specifico lavoro di preparazione con esperti di tale metodologia e con i mediatori interculturali. Per la prima volta dall’arrivo in Italia, la popolazione siriana si è sentita coinvolta in maniera integrale grazie alla funzione di interpretariato svolta dal mediatore interculturale siriano Bassil giunto a Camini grazie alla possibilità apertasi sul territorio di un tirocinio professionalizzante.

 

Alla presentazione, oltre alla co-presidentessa dell’associazione transmediterranea “Maydan”, Anna Lodeserto, ha partecipato il Sindaco del Comune di Camini, Arch. Giuseppe Alfarano, il Presidente della Pro Loco “Passarelli Rinaldo Sisto” di Camini, Cosmano Fonte, il presidente della Cooperativa Eurocoop Servizi “Jungi Mundu”, Rosario Zurzolo, la coordinatrice del progetto SPRAR di Camini, Giusy Carnà la quale ha esposto i dettagli dei progetti di accoglienza implementati a Camini che coinvolgono in particolare le famiglie siriane e il programma Resettlement dell’UNHCR.

 

Pochi giorni più tardi, la comunità di Camini ha subito un grave attacco di natura intimidatoria diretto a colpire in maniera diretta il Sindaco, impegnato sin dalla sua elezione, avvenuta appena due anni fa, nella rinascita del borgo e nello sviluppo economico della società anche mettendo a disposizione la sua professionalità ed esperienza in qualità di architetto.

 

L’organizzazione non ha mancato la propria solidarietà e vicinanza alla comunità tornando immediatamente a incontrare le istituzioni coinvolte e impegnandosi nell’unione di sinergie per il proseguimento sereno delle progettualità in corso.